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Friggo Visser

"Tra esplorazione seriale del piano e espressivita barocca"

Applicazioni tessili policrome, imponenti arazzi in sisal' lavorati ritmicamente all'uncinetto, miniature in lana sovrapposte, sottili sculture di fili metallici, piatti trasparenti di zanzariera metallica, slanciate torri in legno, dipinte con motivi geometrici. Le opere realizzate da Annet Gaaikema, dalla sua prima esposizione nel 1969 fino alla mostra che celebra i suoi venticinque anni di attivita presso la galleria Anderwereld di Jan Katuin a Groningen, coniugano una ricerca sulla superficie piana, molto varia dal punto di vista tecnico, con una espressivita monumentale. Con pazienza certosina, 1'artista ha intrapreso innumerevoli variazioni su temi sempre nuovi; grazie alla sua immaginazione barocca, strutture piatte e tridimensionali assumono una grande potenza espressiva.
Attraverso la grande diversita delle strutture che dal 1969 caratterizza 1'arte figurativa di Annet Gaaikema (Holwierde, Paesi Bassi, 1944) corre il filo rosso di un "costruire" appassionato. Quali che siano le tecniche e i temi scelti in tutti questi anni, cio che colpisce e il fatto che 1'artista continua a costruire in modo fortemente seriale disegni e strutture con grande perizia artigiana. Con la piu grande disinvoltura ha utilizzato anche materiali non ortodossi. Altrettanto caratteristico e che la sua ricerca sul piano generi ogni volta un dialogo con lo spazio. Per i materiali scelti, i colori caldi e i simboli utilizzati, la sua--ricerca figu.rativa e strutturale p in netto- conr_rasto con la sterilita clinica che si e affermata in campo artistico soprattutto negli anni Settanta. A1 contrario, si leggono nell'opera della Gaaikema sentimenti puramente umani. Non e casuale che alcune delle sue sculture lignee presentino forme antropomorfiche.
Annet Gaaikema esordisce con i tessuti. La monumentalita dei suoi arazzi ha subito una risposta internazionale con inviti ai workshop di Hannover e Edimburgo. In Olanda si afferma con una mostra imponente nelle sale del museo di Groningen.
Annet Gaaikema non e tuttavia diventata schiava della tecnica e del successo. Quando, verso il 1980, 1' interesse per questo tipo di lavoro nel mondo dell'arte figurativa e dell'architettura ha cominciato a scemare, lei aveva gia cambiato rotta. Dopo anni di lavori monumentali, si dedica anima e corpo alle miniature tessili. Anche con queste ottiene un successo internazionale. Cosi nel 1986 viene scelta per una prestigiosa mostra di miniature tessili in Ungheria.
Nel 1987, abbandona definitivamente la tessitura monumentale, affascinata dal design del periodo. Scopre la possibilita di modellare piatti di reticella metallica.
Esempio del suo atteggiamento artistico libero e aperto e la passione con cui Annet Gaaikema comincia a progettare colonne lignee sulle quali espone in pubblico i suoi sottili piatti grigi. Queste colonne erano decorate con linee geometriche e schemi piani di tonalita brune e nere. Dipingerle le ha provocato un piacere cosi intenso che non ha avuto alcuna difficolta ad abbandonare i piatti come elementi

 

funzionali per perseguire esclusivamente il progetto di' sculture in legno dipinto. La transizione alle arti libere determina anche il passaggio dell'artista a un' altra galleria. Da allora, i suoi oggetti di culto in legno, che sono andati palesando una pittura sempre piu complessa, sono stati esposti nella galleria Anderwereld di Jan Katuin a Groningen.
Le colonne si sono trasformate in torri. Bizzarri cippi di confine, forse; oggetti che con i loro colori rimandano alle fonti di ispirazione che 1'artista ha trovato nei suoi viaggi di studio nel Mediterraneo. La luce dorata dell'arte bizantina, le tonalita primaverili dell' Arcadia idillica, le tinte semi-sbiadite degli affreschi. Queste torri, a loro volta si sono trasformate in porte e hanno assunto una forte carica mitologica. Costruzioni a pagoda si alternano con colonne decorative che risucchiano lo spettatore con i lori specchi. Ulteriori attributi, quali un blocco di pietra o forme come quella di un libro scavato producono allusioni letterarie.
Il contenuto barocco e un tratto inconfondibile, ma piu importante risulta essere il fatto che dipingendo con colori acrilici diluiti la Gaaikema sia in grado di dare un nuovo significato alla spinta a costruire sulla superficie piana. Ancora una volta, elabora strutture geometricamente interconnesse; ancora una volta, e la sua pazienza certosina a imporsi. Di nuovo, essa sovrappone sottili wtrati di tinta.
Cosi facendo nascono le idee di nuove strutture, proprio al modo del suo precedente lavoro con 1'uncinetto. La ricerca ha assunto una nuova forma, ma la sua qualita si e consolidata.

 

Jenny D. Kalma
Annet Gaaikema e la dualita dell'essere

L'opera di Annet Gaaikema e caratterizzata da una linea estremamente coerente. Sin dal principio vi si palesa un linguaggio figurativo dualistico in cui esuberanti forme organiche si coniugano con strutture geometriche elementari. Uno dei temi ricorrenti e costituito dal contrasto tra 1'ambito dell'individuale, del sensoriale, e quello delle strutture universalmente valide e necessarie.

La mostra " Tra Helios e Selene", che celebra i venticinque anni di attivita dell'artista, testimonia tuttavia anche uno sviluppo notevole. La stessa assimilazione dei contrasti e divenuta uno dei temi principali, rintracciabile in una serie di oggetti a forma di porta dalla simbologia inconfondibile. La porta permette all'uomo di entrare in contatto con due diversi territori. Stando sulla soglia e possibile rivolgere indietro lo sguardo verso il passato e,

 

nello stesso tempo, guardare in avanti verso il futuro; conoscere sia la realta esterna sia l 'area soggettiva dei propri sentimenti; vedere il dilemma di Persefone, la donna che trascorre meta dell'anno nel regno dei morti e l 'altra meta sulla Terra. In effetti, le prospettive possibili sono infinite. La porta rappresenta l 'area tra la vita e la morte,

 

tra essere e non-essere, tra odio e amore. E' il regno dell'alba, di Aurora, sorella di Helios e Selene.
Un posto altrettanto importante occupa la figura di Giano. Gli antichi Romani raffiguravano il patrono di porte e passaggi pubblici e, piu generalmente' di ogni principio, come una figura bifronte, sempre in grado di abbracciare contemporaneamente due territori e di ottenere spesso cosi prosperita, pace e sicurezza per se e per coloro che si trovavano sotto la sua protezione. Ma mentre nell'antichita si trattava spesso di una minaccia esterna - nemici che si approssimano, il destino, una punizione degli Dei - il visitatore di oggi , da qualsiasi lato guardi la figura, si confronta solo con se stesso.
L'opera possiede un'autentica bellezza. Grazie alla sua perizia tecnica, Annet Gaaikema approfitta pienamente delle potenzialita estetiche insite nel tema senza cadere in un esangue simbolismo. Ma c'e di piu. E' quasi impensabile, infatti, che qualcuno sia cosi intensamente preso dal proprio tema senza che cio si rifletta sulla sua esistenza. E' quello che accade qui. Il palpabile coinvolgimento dell'artista conferisce al suo lavoro una profondita e una forza espressiva che oltrepassano di molto la perfezione estetica.
Benche la tendenza a derivare dall'arte una filosofia dei valori possa essere considerata una forma di superbia, si e qui fortemente tentati di interpretare 1'opera della Gaaikema come un invito ad affrontare la soglia. Si tratta di territori sempre nuovi con i loro propri contrasti. Affrontarli senza pregiudizi richiede 1'abbandono delle sicurezze acquisite, con tutti i rischi connessi. Nessuno sa in anticipo quali abissi personali si trovera davanti. D'altra parte, e proprio la sua dualita a dare a Giano quel che egli piu brama. E' questa 1'ultima soglia, 1'inevitabile dualita dell'essere.